Il nostro TREKKING TEAM è a tua disposizione per accompagnarti negli angoli naturalistici più belli di tutto l’Abruzzo.

MONTE AMARO

Itinerario lungo e affascinante per Escursionisti Esperti alla conquista della vetta più alta della Majella, Monte Amaro a 2792 metri sul livello del mare. La partenza da Fonte di Nunzio sul sentiero P5 ci regala un’esperienza sensoriale senza precedenti. Il contrasto tra i profumi del bosco di faggio e le erbe di alta montagna di Fondo Majella, Valle di Femmina Morta e Altare dello Stincone creano emozioni difficili da spiegare a parole. Percorrendo circa 1500 metri di dislivello in 4 ore la fatica comincia a sentirsi ma eccolo lì, in fondo, un igloo rosso, il Rifugio Pelino, siamo arrivati!

CORNO GRANDE

La vetta più alta degli Appennini, una delle cime più affascinanti d’Italia, il Corno Grande (2912 slm) del Gran Sasso d’Italia. Preparati alle circa 3 ore di cammino che ci attendono, ci lasciamo alle spalle prima l’Osservatorio astronomico e poi il rifugio Duca degli Abruzzi ritrovandoci così immediatamente catapultati in un ambiente che ricorda i più suggestivi paesaggi alpini, tra morene glaciali, verdi prati e creste mozzafiato. Ora il sentiero sale ripido, duro ma non tecnico, una diagonale di sassi e detriti che ci conduce alle porte dell’unico ghiacciaio appenninico rimasto, il Calderone. Ora la vetta è vicina, siamo sul tetto d’Abruzzo.

SENTIERO DEL CUORE

Il lago di Scanno, il lago a forma di cuore, il cuore d’Abruzzo. Dalla riva del fiume inizia il percorso ben segnalato del “Sentiero del Cuore”, che conduce, dopo una dolce salita, all’Eremo di Sant’Egidio, santo amatissimo dagli abitanti di Scanno (scannesi). Il piccolo sforzo fisico richiesto per completare il percorso (circa 2 ore di camminata andata/ritorno) viene subito ripagato da una delle viste panoramiche più famose ed iconiche d’Abruzzo. Uno specchio d’acqua a forma di cuore circondato dai Monti Marsicani con la Montagna Grande protagonista indiscussa del paesaggio.

FONTE DEL BEATO MARIANO

Il Morrone, la montagna degli eremiti e dei miracoli. La leggenda narra che il giovane Domenico originario di Roccacasale si trovasse alle pendici del Morrone, nella Valle dei Preti, con le sue pecore quando, stremato dal caldo si addormentò, trovando al suo risveglio una fonte d’acqua sotto la sua testa. Da quel giorno da Roccacasale iniziò un pellegrinaggio su un sentiero adatto a tutti di circa 3 ore che, ripercorrendo i passi del beato, conduce fino alla fonte d’acqua (900 slm), l’unica fonte d’acqua dell’arido e spoglio versante occidentale del Monte Morrone.

EREMO CELESTINO, SANTUARIO ERCOLE CURINO

“La montagna del Gran Rifiuto”, il luogo scelto da Pietro Angelerio, poi Celestino V, per ricercare la propria spiritualità, il versante occidentale che ispirò Ovidio a parlare di amore, una delle più importanti aree sacre d’Abruzzo con la sua caratteristica struttura di santuario terrazzato ellenistico. Queste sono solo alcune peculiarità di questo luogo speciale facilmente raggiungibile da Sulmona località Badia sia su un comodo sentiero sterrato recentemente riaperto che inizia vicino alla chiesa dei Caduti di guerra, sia su una comoda e panoramica strada asfaltata.

CAPOPESCARA

Una delle più antiche aree protette d’Abruzzo immersa in uno scenario naturale unico ai piedi del Colle Capo Pescara interamente compresa nel comune di Popoli (PE), patria natia di Corradino D’Ascanio, padre dell’Elicottero e della Vespa, che nelle Sorgenti del fiume Pescara, in gioventù, trovò ispirazione per alcune delle sue più geniali invenzioni osservando il volo di libellule e grilli. Polle d’acque verdi ed azzurre, una rigogliosa e prorompente vegetazione “che racchiude in sé tante risposte – come disse D’Ascanio – si tratta solo di andarle a cercare nel posto giusto”.

ROCCA CALASCIO

Situato su un crinale a 1460 metri d’altezza nel Parco Nazionale del Gran Sasso, in una posizione strategica che è parte di una rete di strutture difensive che raggiungono il Mare Adriatico, con un affaccio su Campo Imperatore e la valle del Tirino, il castello di Rocca Calascio entra di diritto nella classifica dei castelli da fiaba più belli del mondo stilata da National Geographic. La suggestione che si prova a “vedere così lontano” dal castello è un’emozione che una volta provata, lascia un ricordo indelebile.

VALLE DELL’ORFENTO

Già Riserva naturale dal 1971, la Valle dell’Orfento, è il solo canyon della Majella ad essere attraversato da un corso d’acqua perenne, ed è da molti considerato il cuore del Parco nazionale della Majella (1995). Un susseguirsi di cascate, scalette naturali, ponti di legno immersi in una natura incontaminata, hanno accolto nel corso dei secoli uomini in cerca di solitudine (eremiti) e fuggitivi della seconda guerra mondiale che vi trovarono riparo, accoglienza e protezione da parte della natura stessa e della gente che viveva nella valle. La suggestione che si prova camminando sotto le immense rocce scavate nei millenni dal corso d’acqua riempie il cuore e l’anima di stupore e gioia.

MONTE GENZANA

Una lunga e imponente linea di cresta tra le più panoramiche d’Abruzzo, spartiacque tra l’Alto Gizio e la Valle del Sagittario, territorio indiscusso dell’Orso Marsicano, il Monte Genzana (2170 slm) occupa una posizione privilegiata per osservare il paesaggio montano dell’entroterra abruzzese in tutto il suo splendore. Dalla vetta, raggiungibile con dei circuiti ad anello per Escursionisti con dislivelli di circa 1000 metri, si ammirano il Massiccio della Majella, il Monte Morrone, il Gran Sasso, il Monte Sirente, le Mainarde e le vette della Camosciara (solo per citarne alcune) sotto un cielo blu che sembra quasi dipinto.

SORGENTI DEL LAVINO

Una passeggiata di quaranta minuti nel bosco può offrire tante piacevoli sensazioni, tuttavia lo stupore che ci regala il Parco delle Sorgenti del Lavino a Decontra (PE) si può provare solo in un posto del genere, in Abruzzo. Un antico mulino del sedicesimo secolo (mulino Farnese) avvolto da acque azzurre e turchesi che sgorgano da sorgenti sulfuree, circondate da boschi di pioppi, salici bianchi e sambuco. L’olfatto e la vista sono rapiti da questo trekking e lasciano dentro la sensazione di potersi unire a questa magica danza della natura in qualsiasi momento.

MONTE MILETO

Il “sentiero delle signore” (Q4) sul massiccio del Morrone parte dolce dall’albergo di Passo San Leonardo e man mano che si inoltra nel rigoglioso e fitto bosco di faggio, assume un aspetto solenne, severo, quasi mistico. Lasciata alle spalle la faggeta dopo circa 2 ore di cammino (trekking per Escursionisti) ci ritroviamo in una radura di alta montagna, ricca di erbe d’alta quota dai profumi inebrianti e commestibili come l’orapo. Una piccola sosta al Rifugio di Capoposto (1755 slm) per recuperare le energie, un saluto al pastore ed alle sue pecore, e via alla conquista di Monte Mileto (1920 slm).

COLLE MITRA

Al margine meridionale del Parco Nazionale della Majella, svetta il Colle Mitra con i suoi modesti 1067 metri di altezza che, senza provare invidia alcuna per i suoi “fratelli” ben più alti ed austeri che lo circondano, domina la Valle Peligna. Scelto sin dall’antichità come avamposto da parte delle prime civiltà che abitarono questi luoghi (il sito archeologico di età romana di Ocriticum ne è testimonianza) è raggiungibile con una passeggiata dolce dalle leggere pendenze sia da Sulmona (AQ) che da Cansano (AQ), sullo storico “Sentiero della Libertà” percorso dai soldati che fuggivano dall’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.

PETTORANO SUL GIZIO

Uno de “I borghi più belli d’Italia”, scelto dai Normanni nel XI secolo per edificare una delle principali fortezze della Valle Peligna (anche se di quell’epoca resta solo la torre pentagonale), dagli Svevi, dagli Angioini fino a divenire una consolidata realtà economica e politica, sede del feudo della famiglia Cantelmo che lo difese per centinaia di anni. I resti dello splendore dell’epoca sono ancora visibili nel borgo anche se il terremoto del 1706 ne distrusse gran parte. Quelle che rimasero intatte nelle memorie dei pettoranesi, furono le tradizioni che tanto li hanno contraddistinti nel corso dei secoli e che tuttora vengono rispettate.

PACENTRO

Un intreccio misterioso di vicoli bianchi, un castello, antichi archi in pietra adornati, scalette che salgono e scendono quasi come fossero sospese nell’aria, strade panoramiche che si snodano come lunghi serpenti dai tornanti decisi da fare lentamente con gli alberi tutti intorno, una terrazza sulla Valle Peligna, che fiera di sé stessa, apre la porta del Parco Nazionale della Majella occidentale. Questi sono solo alcuni scenari che hanno permesso a Pacentro (AQ) di entrare nel club de “I borghi più belli d’Italia” permettendole di mostrare al mondo intero il suo lato gentile, pieno di storia e tradizione come “La Corsa degli Zingari”, arrivata quest’anno all’edizione numero 570.

ANVERSA DEGLI ABRUZZI

Al fascino di Anversa degli Abruzzi (incluso nel circuito de “I borghi più belli d’Italia”) non seppe resistere nemmeno Gabriele D’Annunzio che, durante una breve visita agli inizi del XX secolo, venne ispirato dal castello Normanno e dai feudatari in declino che lo amministravano, a comporre una tragedia chiamata “La fiaccola sotto il moggio” che resta tra le sue opere più conosciute al pubblico. Il fascino di questo borgo e della sua frazione Castrovalva, non passò inosservato nemmeno al noto incisore Escher nella sua visita nel 1929, rimasto colpito dal vertiginoso sperone roccioso dove sorge l’abitato che sembra quasi sospeso nel tempo e nello spazio.